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La natura delle risorgive

In Friuli la zona delle risorgive incominciò a crearsi nell'ultimo periodo preistorico del ''Pleistocene'' circa centomila anni fa e si concluse con l'ultima delle glaciazioni avvenuta nell' ''Olocene'' dieci-dodicimila anni fa, chiamata Wurm.

Questi maestosi ghiacciai presenti in regione oltre a cambiare la struttura geologica della pianura friulana, ritirandosi in alta quota portarono a valle una massa di depositi, sopratutto ghiaia sabbia limo ed argilla creando a vari livelli delle falde freatiche, componendo un alta ed una bassa pianura. Nella bassa pianura nacque così il fenomeno chiamato Risorgive ( ''risultivis '' in friulano ), queste sorgenti di acqua nitide e fresche fuoriescono dal terreno tramite fontanai o olle da cui poi nascono fiumi e rogge; l'acqua è come un regolatore termico infatti hà una temperatura costante durante tutto l'anno compresa tra i dodici e i quattordici gradi. In questa fascia ristretta delle risorgive con terreni paludosi, zone torbose prati umidi ed asciutti e boschetti planiziali che và da Codroipo fino a Gonars; sono sopravvissuti negli anni dei piccoli e rari lembi di territorio, isolati tra loro e chiamati ''Biotopi Naturali'' ( dei seimila ettari che esistevano anni fa, ne rimangono ora circa duecento ). Quì possiamo trovare delle ''piante endemiche'', cioè presenti solo in queste zone ristrettissime ed uniche al mondo molte a rischio d'estinzione, dove esistono condizioni biologiche uniformi e componenti di un equilibrio naturale complesso e delicato; specie che sono classificate principalmente dagli studiosi come: microterme, carnivore ed orchidacee. Sono invece chiamati ''Relitti Glaciali'' delle piante tipiche della montagna, che rimanendo per millenni in pianura al ritiro dei ghiacciai si sono evolute autonomamente sviluppando delle specie nuove. Inoltre in questo habitat si trova una ricca e varia fauna di animali, insetti e uccelli migratori anche rari. Con queste schede vogliamo far conoscere meglio alcuni aspetti naturali delle risorgive del medio Friuli, con caratteristiche preziose ed uniche, un valore riconosciuto a livello nazionale ed europeo, la prima scheda è sull' Erucastrum Palustre. (Carta del Friuli tratta da: "Le Risorgive del Friuli-chiare, fresche e dolci acque").

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BIOTOPO: è un area di limitate dimensioni (es. un lago, una torbiera, una palude) dove esistono condizioni biologiche uniformi (es. clima, suolo, altitudine, etc.) , caratterizzata da una grande concentrazione di habitat ancora integri e di grande interesse naturalistico che corrono il rischio di distruzione e scomparsa.

SIC: la sigla Sic significa Sito di importanza Comunitaria, ed indica un sito, un luogo, che corrisponde ad una serie di requisiti definiti dalla direttiva n. 92/43/CEE, meglio conosciuta come direttiva Habitat. Con tale direttiva L'Unione Europea si è posta l'obiettivo di salvaguardare la biodiversità attraverso la protezione di specie animali, vegetali ed habitat, considerati di grande importanza per tutta la comunità. In Friuli V.G. sono presenti 56 Siti di importanza comunitaria ed occupano una superficie complessiva di 132.000 ettari.

DIRETTIVA HABITAT: la Direttiva Habitat 92/43/CEE del 21 Maggio 1992, concernente la conservazione degli Habitat naturali e seminaturali della flora e fauna selvatiche. La Direttiva Europea si prefigge di salvaguardare la biodiversità, non solo all' interno delle aree, ma anche con misure di tutela diretta delle specie animali e vegetali designati dall' Unione Europea come Siti di importanza comunitaria.

ZPS: Sono aree istituite specificamente per la protezione degli uccelli. Particolarmente significative al riguardo sono le aree di sosta, di svernamento, di riproduzione e i valichi lungo le rotte di migrazione degli uccelli stessi. In Friuli sono presenti 8 Zps ed occupano una superficie di 116.000 ettari.

RISORGIVE: le Risorgive sono un ambiente particolare e caratteristico della pianura padano-veneta e uno degli ambienti più importanti a livello europeo. Con il nome di Risorgive sono indicate quelle zone in cui le acque della falda freatica affiorano dal suolo attraverso sorgenti chiamate olle, fontanai, o lamai e da cui si originano rii, rogge e fiumi.

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STORIA RECENTE

Fino agli anni 50 nella bassa pianura friulana si estendeva una larga area di risorgive, posta tra il Tagliamento (Codroipo) ed il fiume Corno (Palmanova); con torbiere olle e paludi, prati umidi ed asciutti, rogge ruscelli e boschi planiziali. Questo territorio copriva una superficie di oltre 6.000 ettari ed ospitava specie vegetali ed animali di grandissimo valore naturalistico. In seguito dopo gli anni 50 con le bonifiche compiute dall'uomo e la crescente meccanizzazione queste zone scomparvero; ciò nonostante alcuni piccoli lembi del paesaggio antico delle risorgive sono riusciti a sopravvivere con un estensione di circa 200 ettari. Nel 1998 con Decreto Regionale vengono istituiti 4 Biotopi: " Risorgive di Virco" (Bertiolo) - " Risorgive di Flambro" (Talmassons) - " Torbiera Selvote" (Castions di Strada) - " Paludi del Corno " (Gonars); in seguito in questi Biotopi saranno istituiti 3 siti (Sic) di importanza Comunitaria. Visto che questi ambienti sono stati classificati dagli studiosi di grande pregio naturalistico, perchè sono zone uniche ed esclusive con specie botaniche endemiche e animali rari, l'Unione Europea nel 1999 hà avviato in 3 Biotopi il progetto " Life Natura " per la salvaguardia di specie vegetali quasi estinte e la conservazione di questi territori. Altre piccole zone umide interessanti e risalenti all'antica storia delle risorgive, sono: " Risorgive Zarnicco " (Rivignano) - " Palude Moretto" e ''Bosco Boscat ' (Castions di Strada) : un bellissimo bosco di carpini e querce che si estende fino a Muzzana del Turgnano risalente all' antica foresta lupanica che moltissimi anni fa ricopriva tutto il nord Italia - " Biotopo Palude Fraghis " (Porpetto) - " Biotopo Roggia Ribosa di Bertiolo e Lonca " (Bertiolo) - " Biotopo Selvuccis e Prat dal Top " (Pocenia) - " Parco delle Risorgive " (Codroipo).

ELENCO DEI BIOTOPI DEL FRIULI VENEZIA GIULIA: Magredi di San Quirino ha 20 - Torbiera di Pramollo ha 4,4 - Palude di Cima Corso ha 7,5 - Torbiera Scichizza ha 9,9 - Torbiera Curedi ha 13,0 - Torbiera di Lazzacco ha 15,8 - Torbiera di Casasola ha 42,0- Palude di Fontana abisso ha 9,7 - Prati di Col San Floreano ha 35,0 - Torbiera di Sequals ha 9,6 - Risorgive di Zarnicco ha 47,0- Palude Fraghis ha 22,7 - Paludi del Corno ha 50,8 - Risorgive di Flambro ha 71,0 - Risorgive di Virco ha 80,0 - Palude del fiume Cavana ha 40,0 - Prati umidi dei Quadris ha 21,5 - Torbiera Groi ha 10,4 - Torbiera di Borgo Pegoraro ha 28,4 - Prati della piana di Bertrando ha 57,0 - Laghetti delle Noghere ha 12,5 - Risorgive di Schiavetti ha 63,9 - Torbiera Selvote ha 59,8 - Torbiera Cichinot ha 12,5 - Prati del Lavia ha 56,4 - Acqua caduta ha 15,8 - Biotopo Roggia Ribosa ha - Biotopo Selvuccis e Prat dal Top ha -

Nella foto sopra: "Torbiere e prati umidi, le Risorgive del Friuli". La foto mostra una mappa storica delle Risorgive del Friuli nel 1804 con torbiere e prati umidi (evidenziato dal colore verde), allora con un territorio di più di 6.000 ettari. Attualmente ne rimangono solo circa 200 ettari dislocati principalmente sul territorio dei Comuni di: Codroipo-Bertiolo-Talmassons-RivignanoTeor-Castions di strada-Gonars-Porpetto.

Mappa: cartografia elaborazione mappe Von Zach - Anno 1804- (Ed. Gaspari).

Nella Foto sopra: Parchi Riserve e Biotopi nel Friuli V.G. 2016.

Nella Foto sopra: Siti di importanza comunitaria e Zps nel Friuli V.G. 2016.

Fonti: Le tre Foto sono tratte dall'opuscolo "La Fauna delle Risorgive Friulane" (Regione Autonoma Friuli V.G.-Direzione centrale Risorse Agricole Naturali e Forestali).

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LE RISORGIVE DEL FRIULI

LE ORIGINI: Poco più di un milione di anni fa, nel periodo Pleistocenico, il continente Europeo fu interessato da almeno 5 glaciazioni, durante le quali i ghiacciai si espansero e raggiunsero dimensioni incredibili. Probabilmente erano almeno 3 volte più estesi di oggi e avevano uno spessore che raggiungeva anche più di mille metri. Le Alpi erano completamente coperte di ghiaccio e, in Friuli Venezia Giulia, le lingue del ghiacciaio del Tagliamento giunsero fino a pochi chilometri a nord di Udine; ad ognuna di queste 5 glaciazioni, ovvero ad ogni espansione dei ghiacci, seguiva una fase di ritiro. Era infatti necessario un minimo aumento della temperatura , per far sì che i ghiacciai cominciassero a sciogliersi e ad arretrare. Dopo l'ultima glaciazione, che raggiunse una fase di massima espansione circa 30 - 40 mila anni fa, i ghiacciai iniziarono a ritirarsi in modo definitivo (circa 10-15 mila anni fa). Con lo scioglimento dei ghiacciai l'acqua cominciò a trasportare verso valle enormi quantità di materiale di disfacimento delle catene montuose e con la sua azione di erosione, trasporto e scorrimento, iniziò a modellare il paesaggio. Insieme al Tagliamento, anche molti altri corsi d'acqua contribuirono a formare l'attuale morfologia, come il Natisone ed il Torre nella porzione orientale ed i torrenti Cellina e Meduna nell'area occidentale; ma anche fiumi di Risorgiva della pianura come il Varmo, il Turgnano, L'Aussa, il Corno, il Natissa e il più importante il Stella. Quando i corsi d'acqua arrivavano allo sbocco di una valle o ai piedi delle montagne, l'acqua diminuiva e depositava subito i materiali pesanti (es: massi erratici, grossi sassi). I sedimenti più sottili e più leggeri venivano invece trascinati più lontano. In questo modo strato dopo strato, si formarono i depositi alluvionali della pianura, caratterizzati da materiale grossolano e ghiaioso a nord (alta pianura) e da depositi di sedimenti sottili (sabbie,limi,argille) a sud (bassa pianura). In generale nella pianura Friulana i materiali grossolani sono di origine calcareo dolomitica, mentre i più fini sono di silice, in quanto è il minerale più resistente all'erosione. IL punto di passaggio tra alta e bassa pianura è segnato da una Linea, o meglio da una Fascia di varia ampiezza, costellata di punti in cui l'acqua viene in superficie.

CARATTERISTICHE: Osservando la carta del Friuli si può notare che alcuni fiumi hanno origine in montagna, ma che molti altri nascono in pianura e che le loro sorgenti sono posizionate lungo una linea, con direzione nord-ovest, sud-est. IL sottosuolo della pianura friulana è costituito da un succedersi di strati sovrapposti di detriti grossi, medi e fini; con pietrame ciottoli e ghiaie vicino la base delle montagne e materiale sempre più sottile verso valle. La parte formata da materiale grossolano si chiama alta pianura e permette all'acqua (sia quella dei fiumi che quella piovana) di penetrare in profondità grazie alla presenza dei vuoti tra gli elementi ciottolosi e ghiaiosi. L'acqua che scende in profondità nel suolo forma una specie di deposito chiamato falda acquifera. Questa ha la possibilità di circolare nel sottosuolo e di muoversi, anche se molto lentamente, da monte a valle. Superati gli strati permeabili, la falda freatica incontra depositi di sedimenti sempre più sottili (sabbia, argilla, limo), ed i vuoti cominciano ad essere talmente piccoli da non permetterle il passaggio. L'acqua pertanto, incontrando gli strati impermeabili, risale fino ad intersecare la superficie, dando vita alla linea delle risorgive. Anche se generalmente si fa riferimento al termine"Linea", la disposizione delle risorgive è compresa all'interno di una fascia, la cui ampiezza può variare da alcuni chilometri a poche decine di metri. Essa percorre un lungo itinerario che inizia da Cuneo, continua in modo discontinuo verso Torino, sfiora il fiume Po, prosegue verso Brescia, Verona, Vicenza, Treviso (risorgive del Sile), zone del Cansiglio, passa per Pordenone, continua fino a Codroipo e termina ad oriente presso le foci dell'Isonzo. Nonostante in Friuli la linea delle risorgive rappresenti un sistema unitario e continuo, si possono osservare alcune differenze morfologiche tra l'area occidentale ed orientale. In provincia di Udine le risorgive sono caratterizzate da terreni paludosi e da zone torbose, in relazione alla numerosissima presenza di sorgenti. In provincia di Pordenone invece esse, anche se con portate più importanti, sono puntiformi e determinano la formazione di percorsi d'acqua ben delimitati. (Nota Airone: si può notare però che la linea delle risorgive è scomparsa drasticamente in quasi tutto il nord Italia a causa delle modifiche fatte dall'uomo. In Friuli i pochi lembi di risorgiva rimasti, invece sono stati salvati e valorizzati. Queste zone sono rimaste quasi intatte, con piante e certi piccoli animali come nella preistoria; ecco perchè noi definiamo questi luoghi: "le risorgive il mondo perduto ed incantato").

L'ACQUA DI RISORGIVA: L'acqua di risorgiva ha una temperatura costante tutto l'anno, con una media che oscilla tra i 10C ed i 14C (media fissa di 13C). Le variazioni stagionali sono minime e si possono registrare con ritardi costanti di 2- 4 mesi. Ad esempio le acque di risorgiva sono più fredde in aprile e più calde in ottobre, e ciò comporta importanti influenze sulla flora. Le acque presentano valori di ph (=concentrazione di ioni di idrogeno) intorno al sette e pertanto si può parlare di acque neutre o leggermente basiche. Queste acque inoltre, a differenza di quelle dei fiumi che hanno origine in montagna e che raggiungono la pianura dopo aver percorso molti chilometri, sono povere di sostanze nutrienti, ovvero non contengono elevate concentrazioni di fosforo e azoto. IL passaggio attraverso i sedimenti di alta e bassa pianura, arricchisce poi le acque di calcio e magnesio, due elementi che compongono i calcari e le dolomie, rocce tipiche di Alpi e Prealpi. Le acque di risorgiva, con le loro proprietà fisiche e chimiche, agirono sul paesaggio per centinaia e centinaia di anni, influenzando la presenza di specie vegetali ed animali e creando ambienti acquatici originali. A seconda della conformazione del suolo e dell'insieme di caratteristiche fisiche-chimiche specifiche, si possono incontrare: le olle (o polle), le torbiere alcaline, i prati umidi, i prati asciutti.

L'acqua di Risorgiva. ( Foto: Gaetano Cogoi - Amici Airone Bianco)

LE OLLE: I punti in cui l'acqua esce dal suolo e forma delle pozze più o meno profonde di forma circolare o ellittica, vengono detti Olle o Polle. IL fondo è costituito da materiale di varie dimensioni; nel caso in cui esso sia molto sottile è possibile osservare la sabbia in movimento, sospinta dall'acqua che esce dal suolo. Talvolta grosse bolle salgono veloci dal fondo e raggiungono la superficie: esse sono costituite dai gas di decomposizione dei vegetali e dall'aria. Le Olle possono avere piccole dimensioni, o raggiungere dimensioni notevoli.

Le Olle o Polle. (Foto: Gaetano Cogoi - Amici Airone Bianco)

LA TORBIERA ALTA E BASSA: In relazione a caratteristiche quali: la struttura del suolo, il livello di permeabilità , morfologia, latitudine, etc., si possono individuare due tipologie di Torbiere: La Torbiera Alta e La Torbiera Bassa.. La Torbiera Alta nasce in zone umide già esistenti, come un laghetto interrato, in ambienti montani e su terreni permeabili. La sua vegetazione è caratterizzata dalla presenza di sfagni, che sono un tipo di muschi, appartenenti al genere: Spagnum.. La Torbiera Bassa si forma nelle depressioni del terreno grazie all'azione dell'acqua della falda freatica; esse sono dette "Basse" perchè il loro profilo è orizzontale o concavo. Tutte le Torbiere della bassa pianura friulana sono di questo tipo, con acque ricche di calcio e leggermente alcaline. La vegetazione tipica è composta da specie appartenenti alle famiglie delle: Ciperacee, Graminacee e delle Juncacee.

La Torbiera alta e bassa. (Foto: Damijana Ota - Biologa)

I PRATI UMIDI: Dove il terreno è un po' più asciutto e la falda freatica è appena sotto il suolo, si incontrano altre specie vegetali, tipiche dei prati umidi. I Prati Umidi si insediano su suoli pianeggianti formati da uno strato di Torba a diretto contatto con le ghiaie; la presenza d'acqua è continua anche se le superfici non sono allagate, il contenuto di calcio e magnesio è elevato.

Prato umido. (Foto: Damijana Ota - Biologa)

I PRATI ASCIUTTI: Dove la falda freatica è più profonda, ed il terreno si secca periodicamente in estate, la superficie è colonizzata dalle specie dei Prati Asciutti. Queste praterie occupano oggi piccole superfici all'interno delle Risorgive, dal momento che i terreni che le ospitavano furono i primi ad essere dissodati durante il periodo delle bonifiche.

Prato asciutto. (Foto: Damijana Ota - Biologa)

CORSI D'ACQUA E BOSCHI: Le acque emergenti un tempo dilagavano liberamente nelle torbiere prima di raccogliersi in corsi d'acqua, di portata sempre maggiore, dalla cui confluenza finale prendevano origine i fiumi di risorgiva. I principali corsi d'acqua, chiamati "Rogge", nonostante alcuni parziali rimaneggiamenti del loro corso hanno mantenuto una buona naturalità . Molti dei rigagnoli e dei rii emissari delle zone sorgentifere sono stati invece sostituiti da canali e scoline. Vicino ai corsi d'acqua nati dalla confluenza di mille piccoli rigagnoli, si possono osservare Boschetti di arbusti ed alberi, come quelli lungo i fiumi: Varmo, Turgnano, Aussa, Corno, Natissa e Stella.

Corso d'acqua con boschetti. (Foto: Damiano Zanin - Amici Airone Bianco)

( Fonti Tratte da: '' Le risorgive del Friuli - chiare, fresche e dolci acque '' - vedi:recensioni ).

Per vedere filmati sulle Risorgive del Friuli clicca il sito: www.comune.talmassons.ud.it (in Home, clicca sotto a destra: "Link a documentario Life Friuli Fens". In questo Sito ci sono vari documentari naturalistici realizzati dalla: Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia)

Visita anche il sito:www.lifefriulifens.it

Un simbolo delle risorgive, stupendo monumento naturale è la Farnia di Sterpo (Bertiolo - UD). Ha una circonferenza di 7,70 mt. l'altezza è di oltre 20 mt., i suoi rami imponenti inferiori sono lunghi 33,50 mt. lato est ovest; i rami del lato nord sud sono lunghi 28,60 mt., si protende vicino uno specchio d'acqua del fiume Stella, la sua età è di quasi 600 anni, la farnia è sita nel Parco di villa Venier. Nel 2016 questo albero ha vinto il premio della critica dal gruppo facebook: "Amici degli Alberi" su 101 "concorrenti" di 20 Regioni D'Italia, tuttora è protetto dalla Regione Friuli v.g. come monumento naturale. Nella foto sopra di: Vanda Fabro la Farnia di Sterpo (Quercus Robur).

Clicca il Link sotto per vedere il filmato sulle Risorgive del Friuli: "Life Friuli Fens - una nuova vita per le risorgive". Realizzato dalla: "Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia".

http://linkwebtvstream.regione.fvg.it/vod/1291637926816001.flv.ogg

Clicca il Link sotto per vedere il filmato : "Risorgive, l'acqua ritrovata", realizzato dalla: "Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia".

http://linkwebtvstream.regione.fvg.it/vod/CONVERSIONI%20FLV/DOC_ALTA/DOC%20RISORGIVE.flv.ogg

Il melodioso canto dell'Usignolo. Clicca il Link :https://youtu.be/xsqr2RJ-bgo

Video di: Mauro Caldana sui Magredi del Cellina-Meduna (Pn). Clicca il Link: https://youtu.be/wQZeQ31NVQY

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