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Carte stellari

Carte stellari aggiornate ogni tre mesi

Come utilizzare le carte stellari

21 DICEMBRE 2019: EQUINOZIO D'INVERNO Alle ore 4.19 entra l'Equinozio d'Inverno : è la giornata più corta dell'Anno. Il termine Solstizio deriva da latino: "Sol Stitium" che significa "Sole fermo".In questi giorni sembra che il sole stia fermo in cielo, dal punto di vista astronomico questo fenomeno indica che il sole raggiunge il punto di massima distanza dal piano equatoriale. Ecco perchè in questa giornata il giorno ha una minima durata, poi ricomincerà ad aumentare nei giorni seguenti.

CIELI SERENI A TUTTI....

Ezio Cum ha scritto 5-1-2020 17.35

IL CIELO DEL 2020 :

CLICCA LE MAPPE DEL CIELO 2020: il Link sotto è molto interessante perche' puoi, scegliendo le date, vedere gli eventi astronomici di quel periodo.
http://www.astronomiamo.it/CieloAstronomicoDelMese.aspx#stha

Clicca anche questo ottimo sito: e' in francese, ma e' abbastanza intuitivo.
http://www.cidehom.com/carte_du_ciel.php

Clicca questo sito è in formato testo e raccoglie tutti gli eventi astronomici interessanti del 2017.

http://w3c.ct.astro.it/calendario/almanacco/2017almaita.html

Ezio Cum ha scritto 5-1-2020 17.20

CALENDARIO EVENTI ASTRONOMICI DEL 2020

Gennaio > 3/4 gennaio - Quadrantidi (Con un massimo di 40 meteore all’ora) > 10 gennaio -Eclissi lunare penombrale . L’eclissi sarà visibile in gran parte dell’Europa, Africa, Asia, Oceano Indiano e Australia occidentale. Febbraio > 9 febbraio : Massima elongazione est di Mercurio. Marzo > 20 marzo - Equinozio di primavera (03:50) > 24 marzo - Massima elongazione ovest di Mercurio e massima elongazione est di Venere. Aprile > 22/23 aprile - Liridi (Con una media di 20 meteore all’ora), sono prodotte da particelle di polvere lasciate dalla cometa C / 1861 G1 Thatcher. Maggio > 6/7 maggio - Eta Aquaridi (Circa 30 meteore all’ora). Prodotte da particelle di polvere lasciate dalla cometa Halley. Giugno > 4 giugno - Massima elongazione est di Mercurio. > 5 giugno - Eclissi lunare penombrale. L’eclissi sarà visibile in gran parte dell’Europa, Africa, Asia, Australia, Oceano Indiano e Australia. > 20 Giugno 2020 - Solstizio d’estate (21:44) > 21 giugno - Eclissi solare anulare totale. Il percorso dell’eclissi inizierà nell’Africa centrale e viaggerà attraverso l’Arabia Saudita, l’India settentrionale e la Cina meridionale prima di finire nell’Oceano Pacifico. Luglio > 5 luglio - Eclissi lunare penombrale . L’eclissi sarà visibile in gran parte del Nord America, del Sud America, dell’Oceano Pacifico orientale, dell’Oceano Atlantico occidentale e dell’Africa occidentale estrema. > 14 luglio - Opposizione di Giove. > 20 luglio - Opposizione di Saturno. > 22 luglio - Massima elongazione ovest di Mercurio. > 28/29 Luglio - Delta Aquarii (Fino a 20 meteore all’ora). Questa pioggia è prodotta dai detriti lasciati dalle comete Marsden e Kracht. Le meteore saranno visibili principalmente nella costellazione dell’Acquario, ma possono apparire ovunque nel cielo. Agosto > 12/13 agosto - Perseidi (Fino a 60 meteore all’ora). Lo sciame è prodotto dalla cometa Swift-Tuttle. La migliore visione sarà da una posizione buia dopo la mezzanotte. > 13 agosto - Massima elongazione ovest di Venere. Settembre > 11 settembre - Opposizione di Nettuno. > 22 Settembre 2020 - Equinozio d’autunno (13:31) Ottobre > 1 ottobre - Massima elongazione est di Mercurio. > 7 ottobre - Draconidi (Circa 10 meteore all’ora). Il fenomeno è prodotto dai granelli di polvere lasciati dalla cometa 21P Giacobini-Zinner. > 13 ottobre - Opposizione di Marte. > 21/22 ottobre - Orionidi (Fino a 20 meteore all’ora). Granelli di polvere lasciati dalla cometa di Halley. > 31 ottobre - Opposizione di Urano. Novembre > 4/5 novembre - Tauridi (Circa 5-10 meteore all’ora). Consiste in due flussi separati. Il primo flusso è prodotto da granelli di polvere lasciati da Asteroid 2004 TG10. Il secondo dai detriti lasciati da Comet 2P Encke. > 10 novembre - Massima elongazione ovest di Mercurio. > 17/18 novembre - Leonidi (Fino a 15 meteore all’ora). Questa pioggia è unica in quanto ha un picco ciclonico ogni 33 anni dove si possono vedere centinaia di meteore all’ora. > 30 novembre - Eclisse lunare penombrale. L’eclissi sarà visibile in gran parte del Nord America, dell’Oceano Pacifico e del Nord-est asiatico, incluso il Giappone. Dicembre > 13/14 dicembre - Geminidi (Fino a 120 meteore multicolori all’ora). È prodotta da detriti lasciati da un asteroide conosciuto come 3200 Phaethon. > 14 dicembre - Eclissi solare totale. L’eclissi totale sarà visibile solo in alcune parti del Cile meridionale e dell’Argentina meridionale. > 21 Dicembre 2020 - Solstizio d’inverno (10:02)
> 21/22 dicembre - Ursidi ( 5-10 meteore all’ora). Fenomeno prodotto dai granelli di polvere lasciati dalla cometa Tuttle.
(Calendario eventi astronomici del 2020 tratto da: " Cosmobserver ").

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Ezio Cum ha scritto 8-3-2020 18.20

E' APERTA A TUTTI LA CACCIA AI BUCHI NERI

Gli astronomi in cerca di collaborazione, non serve essere esperti per dare un aiuto. Un gruppo di astronomi olandesi sta da tempo osservando il cielo in cerca di buchi neri. Si tratta di corpi celesti misteriosi e invisibili ai telescopi che attraggono e catturano tutto ciò che passa loro a fianco, compresa la luce. Nel 1915 Albert Einstein iniziò a mettere assieme le prove della loro esistenza. Di loro però sappiamo ben poco. Gli scienziati sono troppo pochi e pertanto cercano collaborazione e "manodopera" per svolgere il lavoro, perciò hanno messo "on line" la piattaforma "Lofar Radio Galaxy Zoo" (anche in italiano) e una apposita guida per permettere anche ai non esperti di dare una mano per associare le radiazioni dei Buchi Neri alle rispettive Galassie. Ecco il link al quale collegarsi: https://www.unitonews.it/index.php/it/news_detail/lofar-radio-galaxy-zoo-il-progetto-di-citizen-science-ambito-astrofisico

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Ezio Cum ha scritto 1-3-2020 18.10

SCOPERTA LA PIU' GRANDE ESPLOSIONE DOPO IL BIG BANG

A guidare la scoperta, è stata un’astrofisica italiana oggi al Naval Research Laboratory statunitense, Simona Giacintucci.

È la più grande esplosione che sia mai avvenuta nell’universo dopo il Big Bangper quanto ne sappiamo. L’esplosione ha avuto origine da un buco nero supermassiccio al centro di una galassia a centinaia di milioni di anni luce di distanza, e ha rilasciato cinque volte più energia rispetto al precedente detentore del record.

Il botto da Guinness è stato rilevato nell’ammasso di Ofiuco, a circa 390 milioni di anni luce da noi. Al centro dell’ammasso c’è una grande galassia, contenente a sua volta un buco nero supermassiccio: i ricercatori pensano che la fonte dell’eruzione sia proprio questo buco nero.

La scoperta è avvenuta analizzando i dati in banda X raccolti con i telescopi spaziali Chandra della Nasa e Xmm-Newton dell’Esa, e i dati radio del Murchison Widefield Array (Mwa), in Australia, e del Giant Metrewave Radio Telescope (Gmrt), in India.

Già osservazioni di Chandra del 2016, condotte da Norbert Werner e colleghi, avevano rivelato, per la prima volta, un indizio di questa immensa esplosione: un insolito “bordo curvo” nell’immagine X dell’ammasso. Presero in considerazione la possibilità che potesse trattarsi di una cavità nel gas caldo circostante, scavata dai getti provenienti dal buco nero supermassiccio. Ma alla fine abbandonarono l’ipotesi, anche perché sarebbe stata necessaria una quantità di energia enorme per dare luogo a una cavità così grande.

E invece, a quanto pare, era proprio così: un’esplosione talmente devastante da scavare una cavità nel plasma dell’ammasso (il gas incandescente che circonda il buco nero). Una dinamica simile a quella dell’eruzione del monte Sant’Elena del 1980, che strappò via la cima della montagna, dice Giacintucci.

Lo studio, in uscita su The Astrophysical Journal, riporta che il bordo curvo della cavità osservata in precedenza da Chandra è in seguito stato rilevato anche da Xmm-Newton, confermando così l’osservazione. Cruciali sono stati inoltre i nuovi dati radio del radiotelescopio Mwa, e quelli di archivio di Gmrt, per dimostrare che il bordo curvo, circondando una regione densa d’emissione radio, fa effettivamente parte della parete di una cavità. Emissione radio, spiegano gli autori, che proviene da elettroni accelerati – probabilmente dal buco nero supermassiccio – quasi alla velocità della luce.

Articolo tratto dal sito internet : media Inaf.it

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Ezio Cum ha scritto 17-12-2019 18.15

SCOPERTO UN BUCO NERO "IMPOSSIBILE"

Scoperto un buco nero "impossibile".

Con una massa circa 70 volte quella del Sole: è appena scoperto qualche mese fa, da un gruppo di astronomi guidato da Jifeng Liu dell'Accademia Cinese delle Scienze; tra loro anche l'italiano Mario Lattanzi, dell'Istituto Nazionale di Astrofisica.

Innanzitutto perché "impossibile"? Tutto sta nella massa: pare che nella nostra galassia, la Via Lattea, ci siano circa 100 milioni di buchi neri, che nella maggior parte dei casi hanno una massa 15 volte quella del Sole.Si può ben capire lo sconcerto dei ricercatori quando se lo sono trovato di fronte, perchè buchi neri di quelle dimensioni non dovrebbero neppure esistere, almeno nella nostra galassia.

Lb-1 (il buco nero) si trova a 15.000 anni luce dalla Terra ( la luce alla sua velocità di circa 300.000 km/sec. starebbe 15.000 anni per arrivare da noi): a differenza di tutti i buchi neri stellari identificati finora, non emette raggi X e perciò è molto difficile individuarlo. Infatti, è stato scoperto in modo diverso dal solito, grazie a un telescopio ottico di 4 metri situato a Xinglong, (vicino a Pechino), che per due anni ha osservato circa tremila stelle brillanti allo scopo di individuare quelle che orbitano attorno a un oggetto invisibile.

Per ognuna sono state compiute circa 30 misure di velocità, le cui variazioni consentono di individuare le stelle che si comportano come se fossero in un sistema binario (due stelle che ruotano rispetto ad un baricentro comune) e quando non hanno una compagna visibile è possibile ci si trovi in presenza di un buco nero. È proprio così che si è scoperto Lb-1: una stella brillante, con massa pari a 8 volte quella del Sole, orbitava attorno a un oggetto invisibile di 70 masse solari, impiegando 79 giorni per fare un giro completo.

I risultati sono stati poi confermati dalle rilevazioni di spettrografi ad altissima risoluzione come Osiris e Hires e del satellite Gaia dell'Agenzia Spaziale Europea. La mano ora passa di nuovo ai teorici, che dovranno cercare di spiegare come Lb-1 possa essersi formato.

(Articolo tratto da https://www.hdblog.it)

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Ezio Cum ha scritto: 8-12-2018 18.50

Articolo Tratto dal giornale: " La Repubblica.it del 7 dicembre 2018 ".

Spazio, ecco il suono del vento su Marte: la Nasa lo ha registrato per la prima volta

Questo è il suono del vento su Marte. L'orecchio umano può sentirlo per la prima volta grazie al lavoro svolto dalla sonda Insight della Nasa, atterrata sul Pianeta rosso appena qualche giorno fa. La registrazione risale a sabato 1 dicembre, quando su Marte il vento soffiava a una velocità tra i 16 e 24 chilometri orari. Questo risultato è stato ottenuto grazie al sismometro e al sensore di pressione dell'aria montati a bordo del lander. Il primo ha permesso di ottenere una registrazione diretta del vento, mentre il secondo ha misurato le vibrazioni prodotte sui pannelli solari. Per la Nasa il primo audio marziano rappresenta un "regalo inatteso", come spiega Bruce Banerdt, responsabile di InSight presso il Jet Propulsion Laboratory. "Ma uno degli obiettivi della missione - precisa - è misurare il movimento su Marte e naturalmente questo include anche quello causato dalle onde sonore". Questo è il link: https://video.repubblica.it/tecno-e-scienze/spazio-ecco-il-suono-del-vento-su-marte-la-nasa-lo-ha-registrato-per-la-prima-volta/321833/322458?video&ref=RHPPBT-BS-I0-C4-P12-S1.4-T1

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Ezio Cum ha scritto: 9-8-2018 18.20
NUOVO MISTERIOSO "LAMPO RADIO" DALL'UNIVERSO REMOTO.
Un nuovo potentissimo e misterioso impulso radio ha raggiunto la Terra il 25 luglio da un luogo sconosciuto dello spazio più profondo. Un lampo radio veloce (FRB) è un fenomeno astrofisico ad altissima energia che si manifesta per pochi secondi e proviene il più delle volte da luoghi al di fuori del nostra galassia, la Via Lattea. Secondo un rapporto di The Astronomer's Telegram è stato rilevato uno strano Lampo Radio Veloce, con onde di frequenza più bassa della norma.

Il nuovo impulso, rilevato da una schiera di radiotelescopi nella Columbia Britannica in Canada, è stato chiamato FRB 180725A dall'anno, il mese e il giorno in cui è stato rilevato, il 25 luglio 2018 alle 17:59:43. Secondo i ricercatori, questo "lampo", rispetto agli altri diciannove registrati fin ora, possiede delle caratteristiche interessanti. È stato trasmesso in radiofrequenze fino a 580 megahertz, rendendolo il primo rilevamento di un lampo radio veloce inferiore a 700 MH e ponendo nuovi interrogativi sulla nascita e la propagazioni di questi eventi.

I lampi radio veloci (FRB) sono alcuni degli eventi più esplosivi e misteriosi nell'universo. Sono generati da un'energia equivalente a quella di cinquecento soli, ma nessuno sa cosa o chi li generi. Le teorie degli esperti sono varie. Gli scienziati evocano la fusione di buchi neri, pulsar o lo scontro fra stelle di neutroni. C'è sempre comunque molta attenzione da parte della comunità scientifica, anche a causa di qualche piccolo errore e la risposta è molto meno affascinante.
Nel 2015, misteriosi lampi radio all'osservatorio Parkes in Australia hanno fatto impazzire per ben 17 anni gli scienziati del Parkes, il più famoso radio telescopio australiano, furono poi finalmente identificati: venivano dal forno a micronde della zona relax che gli stessi ricercatori usavano per scaldarsi il pranzo.

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Ezio Cum ha scritto: 7-3-2018 17.52

Nuova scoperta: L'UNIVERSO SI ESPANDE PIU' VELOCEMENTE DI QUANTO PENSATO FINO AD ORA.

L'universo si espande molto più velocemente del previsto: la sua velocità è del 10% superiore a quella stabilita finora. Lo indica la misura più precisa mai ottenuta, pubblicata sull'Astrophysical Journal. A 100 anni dai primi calcoli della velocità di espansione dell'universo, il risultato apre la finestra su un lato misterioso del cosmo, perché fornisce i primi indizi di una nuova fisica. Si deve a uno dei papà della scoperta che l'espansione sta accelerando, il premio Nobel per la fisica Adam Riess. Del suo gruppo, presso l'americano Space Telescope Science Institute (STScI) e Johns Hopkins University, fa parte anche l'italiano Stefano Casertano. Possibile grazie ai dati del telescopio spaziale Hubble, dedicato all'astrofisico statunitense che ha scoperto l'espansione dell'universo, il risultato "apre le porte a un viaggio nel mistero: vediamo segnali arrivarci da qualche mondo nuovo, ma non sappiamo né come è fatto, né dove si trova" ha detto all'agenzia di stampa italiana ANSA il vicepresidente dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn), Antonio Masiero.

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Ezio Cum ha scritto: 10-2-2018 11.45

2018 CB: l'asteroide che venerdì 9 febbraio 2018 ha sfiorato la terra.

La settimana dal 4 al 10 febbraio ha visto ben due asteroidi passare a distanza ravvicinata dal nostro pianeta, se il primo è transitato lo scorso 6 febbraio, il secondo ci ha sfiorati venerdì 9 febbraio.

L'identificazione dei due ammassi rocciosi è avvenuta ad opera del centro finanziato dalla NASA, il Catalina Sky Survey a Tucson, in Arizona. Entrambi gli asteroidi sono di piccole dimensioni e considerati non pericolosi, il primo chiamato 2018 CC misura tra i 15-30 mt e nel momento di maggior avvicinamento martedì 6 febbraio, è sfrecciato a circa 184.000 km dal nostro pianeta.

Il secondo, 2018 CB, è quello che potenzialmente viene considerato più pericoloso: dalle dimensioni di circa 15-40 mt, e' passato venerdì 9 febbraio intorno alle 2.30 pm PST ad una distanza di soli 64.000 km dal nostro pianeta, che per darvi un'idea, è meno di un quinto della distanza che separa Terra e Luna (384.400 km). A seguire vi proponiamo la GIF realizzata dal JPL, che evidenzia la traiettoria del secondo asteroide.

Secondo quanto affermato da Paul Chodas, direttore della divisione di studio dei cosiddetti Near-Earth Object al Jet Propulsion Laboratory della NASA, il secondo asteroide potrebbe avere dimensioni maggiori di quello che illuminò il cielo di Chelyabinsk in Russia nel 2013.

La distanza che ci ha separati al passaggio ravvicinato è sufficiente a causare solamente una leggera deviazione della sua traiettoria, che e' continuata indisturbata anche in quest'occasione.

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SCOPERTI SETTE PIANETI EXTRASOLARI SIMILI ALLA TERRA

(Foto Cast)

La Nasa ha annunciato la scoperta di un sistema solare con sette pianeti simili alla Terra, sei dei quali si trovano in una zona temperata in cui la temperatura è compresa fra zero e 100 gradi. La ricerca, pubblicata sulla rivista Nature, è stata coordinata dall'università belga di Liegi e descrive il più grande sistema planetario mai scoperto. La stella, chiamata Trappist-1, è distante 39 anni luce.
Scoperta fatta da ricercatori del Belgio - La straordinaria scoperta, si deve ad un gruppo internazionale coordinato dall'università belga di Liegi. I pianeti ruotano intorno alla stella Trappist-1, molto più piccola e debole del nostro Sole. "E' un sistema planetario eccezionale, non solo perché i suoi pianeti sono così numerosi, ma perché hanno tutti dimensioni sorprendentemente simili a quelle della Terra", spiega il coordinatore della ricerca, Michael Gillon.

Usato il telescopio Trappist - Utilizzando il telescopio Trappist, installato in Cile presso lo European Southern Observatory (Eso), i ricercatori hanno scoperto che tre dei sette pianeti dei Trappist-1 si trovano alla distanza ottimale dalla stella per ulteriori ricerche. I sei pianeti più vicini alla stella sono paragonabili alla Terra per dimensioni e temperatura, hanno probabilmente una composizione rocciosa.
Una stellina rispetto al sole - Il 'sole' di questo sistema planetario, Trappist-1, è una vecchia conoscenza per gli astronomi: era stato scoperto nel maggio 2016 insieme ai tre pianeti. Trappist-1, nella costellazione dell'Acquario, è una stella nana ultrafredda, con una massa pari all'8% della nostra stella. In termini stellari quindi è molto piccola, solo un po' più grande di Giove.

Gli astronomi ritengono che queste stelle nane possano ospitare molti pianeti di dimensione terrestre in orbite molto strette, e Trappist-1 è il primo di questi sistemi a essere stato scoperto.

"La produzione energetica delle stelle nane come Trappist-1 è molto più debole di quella prodotta dal Sole, perché ci sia acqua liquida sulla superficie dei pianeti, i pianeti dovrebbero essere in orbite più vicine di quanto vediamo nel Sistema Solare.

Modelli climatici suggeriscono che i tre pianeti più interni siano probabilmente troppo caldi per avere acqua liquida. E il pianeta più esterno è probabilmente troppo distante e freddo per averne. Ma quei tre pianeti che si trovano con le loro orbite giusto nel mezzo rappresentano per gli astronomi una sorta di Santo Graal sui quali continuare la ricerca. Per ora con i nostri telescopi non siamo ancora in grado di dare nessun tipo di risposta e serviranno ancora diversi anni per capire la vera composizione di questi pianeti. IL primo pianeta extrasolare fu scoperto però nel 1995 nella costellazione di Pegaso: fino ad oggi sono stati scoperti ben 2687 stelle con almeno un pianeta che vi orbita intorno; ed i "Pianeti abitabili" con caratteristiche simili alla Terra sono 13 e altri 34 sono in fase di studio. Molti di questi pianeti sono stati scoperti dal telescopio spaziale : " Kepler " (Nasa). L'esistenza di questi corpi celesti si presume dalla diminuzione della luce quando un pianeta passa davanti alla stella, o calcolando le anomalie: gravità ed orbita.

Ezio Cum ha scritto 26 novembre 2017 19:04.

PICCOLI PROBLEMI FANNO POSTICIPARE IL LANCIO DEL TELESCOPIO WEBB

Tra le tante incertezze che caratterizzano il futuro, una cosa è assolutamente sicura: il 2018 non sarà l'anno di pensionamento del telescopio spaziale Hubble. La NASA ha infatti comunicato che il lancio di James Webb, il gigantesco telescopio in sviluppo da ormai diversi anni, non è più previsto per il 2018 ma è slittato alla primavera del 2019, tra marzo e giugno.

Le motivazioni del posticipo riguardano il ritardo dell'integrazione di alcuni componenti dedicati al veicolo spaziale su cui è montato il James Webb Space Telescope. La NASA si è anche affrettata a sottolineare che non esistono problemi di natura hardware o prestazionali, quindi non si tratta di imprevisti legati al telescopio in sé.

Il James Webb è montato su uno dei veicoli spaziali più grandi mai realizzati per questa categoria di strumentazione, motivo per cui sono sorte diverse sfide tecniche che hanno richiesto un maggior numero di test, arrivati a costare oltre 8.7 miliardi di dollari, e l'inclusione di altre componenti aggiuntive, come 100 membrane dedicate alla schermatura dai raggi solari.

La nuova finestra di lancio verrà coordinata assieme all'ESA (European Space Agency), la quale metterà a disposizione il razzo Arianne 5 necessario a portarlo nello spazio. Il decollo avverrà dalla base di lancio collocata nella Guinea Francese. Grazie al suo enorme sensore infrarosso, dal diametro di 6.5 metri, il James Webb è il telescopio spaziale più grande mai realizzato e si occuperà di effettuare osservazioni sia nel sistema solare che verso gli esopianeti, come il sistema Trappist-1, grazie alla sua orbita posizionata a circa 1500 chilometri dalla Terra.

Successivamente al lancio, il raggiungimento dell'orbita consta di programmate fasi nella quali verranno effettuate circa 200 operazioni tra correzioni di rotta, assestamenti e controlli delle apparecchiature:

  • Primo giorno: decollo. Il razzo Ariane fornirà la spinta per circa 8 minuti. Webb si separerà dal vettore Ariane V mezz'ora dopo il lancio e successivamente spiegherà il pannello solare ed altri sistemi; spiegamento dell'antenna ad alto guadagno, superamento dell'orbita lunare e prima manovra correttiva.
  • Nella prima settimana: seconda manovra correttiva. Apertura completa del parasole e tensione degli strati isolanti dello schermo solare. Spiegamento specchio secondario ed apertura della ali dello specchio primario.
  • Nel primo mese: inizializzazione software e correzione definitiva dell'orbita di volo. Raggiungimento orbita; sollecitazioni elettroniche del modulo ISIM.
  • Nel secondo mese: accensione Fine Guidance Sensor, NIRCam e NIRSpec. Test NIRCam di prima immagine; primo allineamento segmenti specchio primario.
  • Nel terzo mese: allineamento definitivo segmenti specchio primario, attivazione MIRI e prime immagini scientifiche Assestamento finale al punto di orbita.
  • Dal quarto al sesto mese: ottimizzazione NIRCam e calibratura di tutti gli altri strumenti.
  • Dopo sei mesi: Webb inizierà la sua missione scientifica.

LEGENDA:

- Near Infrared Camera (NIRCam): è la camera principale del Webb. Coprirà la gamma di lunghezze d'onda in infrarosso da 0,7 a 4.8 micron, adiacente alle frequenze del visibile. NIRCam consentirà di studiare il processo di formazione delle prime galassie;

- Fine Guidance Sensor: sensori per la guida fine, che puntano sulle stelle di riferimento durante le osservazioni;

- Near Infrared Spectrograph (NIRSpec): è uno spettrografo operante nel vicino infrarosso;

- Near Infrared Camera (NIRCam): è la camera principale del Webb.

Nella Foto il Telescopio: Webb

Ezio Cum ha scritto 7-12-2017 9.02

"Le cose sono unite da legami invisibili. Non puoi cogliere un fiore senza turbare una stella". (Galileo Galilei).

"Alle sei di sera, il sole depone una moneta sull'orizzonte per accendere le stelle". (Sofocle).

Continua...